
La prima regola del mercoledì è che il mercoledì non esiste¹ – è un costrutto sociale, un riempitivo cronologico, il giorno in cui Dio si è distratto guardando il suo smartphone divino e ha lasciato il campo vuoto. Questo è ciò che penso mentre Katie mi racconta della sua nuova dieta detox a base di carbone attivo e bugie ben confezionate.
Katie ha ventinove anni e mezzo – il mezzo è fondamentale, sottolinea sempre, come se quei sei mesi fossero la differenza tra l’essere una persona e l’essere una statistica² sul declino della fertilità femminile. Ha un master in semiotica applicata al marketing digitale, che è il modo accademico di dire che sa convincere la gente a comprare cose di cui non ha bisogno usando parole che non capisce.
— Il problema del mondo moderno, è che abbiamo perso il contatto con noi stessi. — dice mentre sorseggia il suo terzo kombucha della giornata.
Ha ragione, naturalmente. Ha perfettamente ragione nel modo in cui hanno ragione tutti quelli che citano Eckhart Tolle durante il brunch. Il tipo di ragione che è tecnicamente corretta ma esistenzialmente vuota – un teorema matematico applicato all’amore.
Il cafè in cui siamo seduti si chiama “The Void” – scelta ironica o profetica, non ho ancora deciso. Intorno a noi, ventitre persone fingono di lavorare sui loro MacBook, ciascuno immerso in quello che Sartre avrebbe chiamato “mauvaise foi” se non fosse morto prima dell’invenzione del WiFi gratuito.
Katie continua a parlare. Io continuo a non ascoltare. È una coreografia perfetta, un balletto di indifferenza mutua. Il mio telefono vibra, una notifica mi avvisa che il mio abbonamento a Spotify sta per scadere – 11.99€ al mese per non dover scegliere la musica che ascolto mentre non ascolto Katie.
La risposta onesta sarebbe no, sto pensando a come il suo volto sotto questa luce al neon sembri fatto di cera, perfetto e inespressivo come i manichini nelle vetrine di Madison Avenue.
— Certo, amore — dico invece.
Katie sorride. Non è un sorriso vero, è quello che le persone fanno con la bocca quando hanno smesso di aspettarsi sincerità.
Il mio telefono vibra di nuovo, stavolta è un messaggio da mia madre: “Quando vieni a trovarci coi nipotini?”
La risposta è mai, mamma. La risposta è che la continuità genetica è una truffa evolutiva, che l’idea di perpetuare la specie trasmettendo il proprio DNA a un altro essere umano è soltanto narcisismo vestito da istinto, una piramide di Ponzi biologica – convinci qualcun altro a investire nella continuità della tua genetica mediocre promettendo che ne varrà la pena. Spoiler: non ne vale mai. Ma le scrivo: “Presto ❤️” perché alcune bugie sono atti di gentilezza.
Katie mi guarda come si guarda un’opera incompiuta. Forse è questo che siamo: troppo stanchi per andarcene, troppo onesti per restare davvero.
Il mercoledì finisce. Come fanno tutti i mercoledì.
Senza un bang. Solo il buffering eterno prima di un video che non partirà mai. E una notifica di Instagram che nessuno leggerà davvero.
¹ Non nel senso filosofico, ma in quello più prosaico e devastante: è il giorno in cui nulla accade tranne le cose che preferiresti non fossero mai accadute.
² Le statistiche sono il modo in cui l’universo ci ricorda che siamo sostituibili, fungibili, matematicamente irrilevanti. Ogni volta che qualcuno dice “statisticamente parlando”, sta essenzialmente dicendo “tu non conti”.